È un documento tecnico redatto da un professionista abilitato (ingegnere o architetto) che descrive lo stato di una “unità collabente” — cioè un edificio o porzione di edificio in grave degrado o rischio di crollo. La relazione attesta le cause e la gravità del dissesto, documenta rilievi e fotografie, valuta il rischio per persone e cose e propone le misure necessarie (messa in sicurezza, consolidamento, demolizione e ripristino). Contiene spesso un quadro planimetrico, verifiche strutturali di massima e una stima degli interventi e dei tempi. Serve per motivare richieste amministrative (interventi urgenti, pratiche edilizie, comunicazioni al Comune o al catasto) e per supportare decisioni tecniche e legali.
Come compilare relazione unità collabente
La relazione che documenta un’unità collabente deve presentarsi come un documento tecnico organico e completo, redatto e sottoscritto da un professionista abilitato, contenente tutti gli elementi necessari per comprendere lo stato di fatto, le cause del degrado o del collasso, la valutazione del rischio e le soluzioni progettuali o di intervento proposte. In apertura occorre identificare con precisione l’immobile: dati catastali e planimetrici, indirizzo, confini e particelle interessate, indicazione del proprietario e degli eventuali occupanti, riferimenti urbanistici e vincoli (vincoli paesaggistici, beni culturali, servitù, vincoli idrogeologici o di vincolo militare), nonché lo stato procedurale rispetto agli atti amministrativi vigenti. È fondamentale indicare il quadro normativo di riferimento utilizzato per la valutazione, richiamando le norme tecniche per le costruzioni applicabili, la normativa nazionale e regionale in materia di edilizia e di sicurezza sul lavoro e gli eventuali provvedimenti amministrativi specifici che incidono sugli interventi possibili.
La descrizione del contesto fisico e storico dell’edificio deve essere dettagliata: la tipologia costruttiva, epoca di costruzione, destinazioni d’uso precedenti e attuali, materiali d’opera (murature portanti, strutture in calcestruzzo armato o in legno, coperture), tipologia dei solai e dei collegamenti, fondazioni note o presunte. A questa parte si affianca la descrizione puntuale del dissesto: rilievo delle fessurazioni e delle lesioni con misurazioni di apertura e andamento, indicazione dei meccanismi di collasso osservati (crollo locale, meccanismi globali, ribaltamento di pareti, cedimento di fondazioni), estensione delle parti pericolanti e loro relazione con gli elementi strutturali. La relazione deve riportare e commentare la documentazione strumentale acquisita durante il sopralluogo: fotografie datate con scala e orientamento, piante e sezioni quotate rilevate in sito o ricostruite, rilievi topografici e planimetrie aggiornate, nonché ogni dato metrico che consenta di riprodurre lo stato di fatto.
Per supportare la diagnosi tecnica è obbligatorio descrivere le indagini svolte e i risultati ottenuti: prove non distruttive e distruttive sul materiale (indagini soniche, sclerometriche, carotaggi), prove geotecniche sul terreno (trivellazioni, piezometri, indagini CPT), esami di laboratorio per valutare caratteristiche meccaniche e chimiche degli elementi costruttivi, monitoraggi eseguiti (misure di assestamento, crackmeter, inclinometri). Ogni prova deve essere accompagnata dalla metodologia adottata, dagli strumenti impiegati, dall’interpretazione dei dati e dalle incertezze correlate; quando necessario, la relazione deve integrare valutazioni di esperti specialisti (geologi, chimici dei materiali, archeologi) e allegare i loro referti.
La parte analitica comprende la valutazione delle cause del collasso o del degrado attraverso l’analisi dei meccanismi critici e la verifica strutturale. Occorre ricostruire i carichi agenti, valutare i percorsi delle azioni resistenti, formulare ipotesi progettuali per la ricostruzione o per l’intervento conservativo e svolgere i calcoli necessari per verificare la tenuta degli elementi interessati secondo i criteri di sicurezza e i coefficienti previsti dalle norme. Nel caso di interventi provvisionali e di emergenza la relazione deve indicare le verifiche semplificate che giustificano le opere di puntellamento, i dispositivi di contenimento e le esclusioni di zona; per interventi strutturali definitivi devono essere allegate le relazioni di calcolo complete, i disegni esecutivi e le specifiche tecniche dei materiali e delle lavorazioni proposte.
La valutazione del rischio e la programmazione degli interventi devono essere dettagliate e gerarchizzate: in prima battuta vanno descritte le misure urgenti necessarie a garantire la sicurezza pubblica e degli operatori (recinzioni, divieto di accesso, rimozione controllata di parti pericolanti, posa di segnaletica), accompagnate da un piano di sicurezza che rispetti la normativa vigente in materia di tutela dei lavoratori e di coordinamento della sicurezza per le attività in cantiere. A seguire la relazione deve proporre le soluzioni tecniche possibili, confrontando vantaggi, limiti, impatti e compatibilità con i vincoli esistenti e, quando esistono più alternative, motivare la scelta raccomandata. Devono essere fornite stime economiche e cronoprogrammi realistici per ogni opzione, nonché indicazioni su come evitare o minimizzare danni a manufatti storici o alle reti tecnologiche adiacenti.
Non meno importante è la parte amministrativa e procedurale: la relazione deve indicare i provvedimenti autorizzativi necessari per eseguire gli interventi (segnalazioni, SCIA, permessi di costruire, nulla osta della soprintendenza, autorizzazioni paesaggistiche), le modalità di smaltimento dei materiali di risulta e delle eventuali sostanze pericolose rinvenute (amianto, pitture al piombo), e le responsabilità tecniche e amministrative per l’esecuzione delle opere. Devono inoltre essere elencati e allegati i documenti comprovanti la competenza del redattore (iscrizione all’albo, dichiarazione di responsabilità), la data del rilievo, il quadro degli atti catastali e ogni titolo che vincoli o autorizzi interventi sul bene.
Infine la relazione si completa con gli allegati necessari a rendere il quadro conoscitivo e progettuale pienamente verificabile: tavole grafiche (piante, prospetti, sezioni e dettaglio degli interventi), elaborati fotografici ordinati e commentati, report di laboratorio, relazioni specialistiche integrate, computo metrico estimativo e fascicolo delle scelte progettuali. È altresì opportuno indicare un piano di monitoraggio successivo all’intervento, con soglie di allarme e tempistiche di verifica, e le modalità di collaudo e consegna dell’opera. La chiarezza nella esposizione, la tracciabilità delle indagini e delle valutazioni e la corrispondenza fra diagnosi, calcoli e soluzioni proposte sono elementi essenziali perché la relazione sull’unità collabente sia utile sia a fini tecnici sia come documento agli atti delle autorità competenti.
Fac simile relazione unità collabente
Relazione tecnica per unità collabente
Intestazione
– Comune: ___________
– Indirizzo / Località: ___________
– Catasto (foglio/particella/sub): ___________
– Proprietà: ___________
– Committente: ___________
– Tecnico incaricato (nome, qualifica, iscrizione albo, n.): ___________
– Data sopralluogo: ___________
– Data redazione relazione: ___________
Premessa
– Finalità della relazione: ___________
– Normativa e riferimenti tecnici: ___________
Descrizione dell’unità collabente
– Tipologia dell’immobile: ___________
– Destinazione d’uso storica: ___________
– Numero piani fuori terra: ___________
– Presenza di interrati/semiterrati: ___________
– Struttura portante (materiali e sistema costruttivo): ___________
– Copertura (tipo, stato): ___________
– Pareti esterne (materiali, intonaci, tamponature): ___________
– Solai (materiali, campate, stato): ___________
– Fondazioni (tipo, evidenze): ___________
– Impianti presenti (elettrico, idrico, riscaldamento): ___________
Stato di conservazione e condizioni di degrado
– Difetti osservati (fessurazioni, cedimenti, distacchi, umidità, efflorescenze, ecc.): ___________
– Estensione e localizzazione dei danni: ___________
– Stabilità globale dell’unità (osservazioni): ___________
– Rischi per terzi e per edifici contigui: ___________
– Eventuali fenomeni di degrado biologico o chimico (muffe, corrosione): ___________
Rilievi e verifiche eseguite
– Rilievo fotografico: ___________
– Rilievo delle lesioni (tipo e larghezza fessure): ___________
– Misure strumentali effettuate (inclinometri, livellazioni, prove distruttive/non distruttive): ___________
– Materiali prelevati e analisi (descrizione e riferimenti): ___________
– Documentazione consultata (pratiche edilizie, planimetrie, permessi): ___________
Valutazione tecnica
– Valutazione dello stato di pericolo per crollo: ___________
– Valutazione dell’agibilità (se applicabile): ___________
– Identificazione delle cause principali del degrado/collasso: ___________
– Classificazione dell’unità ai fini catastali/urbanistici (se pertinente): ___________
Interventi urgenti consigliati
– Misure di messa in sicurezza immediate (recinzione, segnaletica, puntellamenti): ___________
– Interventi temporanei per ridurre rischio: ___________
– Prescrizioni di accesso e divieto di uso: ___________
Interventi di recupero/riqualificazione suggeriti
– Opzioni progettuali (restauro, consolidamento, demolizione e ricostruzione): ___________
– Interventi strutturali consigliati (tipologia e breve descrizione): ___________
– Interventi non strutturali e finiture: ___________
– Priorità e cronoprogramma indicativo: ___________
Stima sommaria dei costi
– Costi per messa in sicurezza urgente: ___________
– Costi per intervento di consolidamento/ripristino: ___________
– Costi per demolizione e rimozione macerie: ___________
– Costi per ricostruzione (se applicabile): ___________
– Totale stima preliminare: ___________
Documentazione allegata
– Elenco fotografie (n. e riferimenti): ___________
– Planimetrie e sezioni: ___________
– Relazioni tecniche e perizie integrate: ___________
– Verbali, permessi e corrispondenza: ___________
Conclusioni e raccomandazioni
– Sintesi dello stato e del livello di rischio: ___________
– Azioni prioritarie raccomandate: ___________
– Osservazioni finali: ___________
Dichiarazione del tecnico
– Il sottoscritto dichiara che la presente relazione è redatta in conformità alle norme vigenti e basata sui rilievi eseguiti in data sopra indicata: ___________
Firma del tecnico
– Nome e cognome: ___________
– Timbro e firma: ___________
– Data: ___________
Ricevuta per conoscenza (Proprietà / Committente)
– Nome: ___________
– Firma: ___________
– Data: ___________