Seleziona una pagina

È un documento redatto da un tecnico abilitato che descrive in modo analitico e giustificato le modalità di captazione, trattamento e recapito delle acque reflue domestiche di un edificio o di un insediamento. Scopo principale: dimostrare la conformità dell’impianto alle norme vigenti (es. D.Lgs. 152/2006 e disposizioni regionali/locali), valutare portate e caratteristiche organiche/colloidali, indicare soluzioni impiantistiche (fossa settica, degrassatore, trattamento biologico, rete di collettamento), calcoli idraulici e idoneità del punto di scarico. Contiene planimetrie, schemi di funzionamento, caratteristiche dei materiali, piano di gestione e manutenzione, programma di monitoraggio e campionamento, e le dichiarazioni/asseverazioni richieste per l’ottenimento di autorizzazioni o per la connessione alla pubblica fognatura. Viene firmata dal tecnico responsabile e allegata alla pratica comunale o all’istanza di autorizzazione, garantendo tutela sanitaria e ambientale.

Come compilare relazione tecnica scarico acque reflue domestiche​

Una relazione tecnica per lo scarico delle acque reflue domestiche deve essere un documento completo e motivato che permetta all’autorità competente di valutare la compatibilità ambientale, idraulica e normativa dell’intervento proposto; per questo motivo deve contenere una descrizione dettagliata e giustificata sia dell’esistente sia della soluzione progettuale proposta, corredata da elaborati grafici, calcoli, verifiche e piani operativi e gestionali. In prima battuta la relazione deve identificare con precisione l’utenza e il contesto territoriale: dati anagrafici del richiedente o del soggetto responsabile, titolo abilitativo dell’immobile o dell’attività, estremi catastali, coordinate planimetriche e mappa topografica dell’area con indicazione del punto di scarico proposto e delle distanze rispetto a ricettori sensibili (pozzi, corsi d’acqua, aree protette). Occorre descrivere l’edificio o l’aggregato servito, la destinazione d’uso, il numero di unità abitative o il numero di abitanti equivalenti calcolati secondo i criteri normativi, e l’insieme delle sorgenti di refluo interne (bagni, cucine, lavanderie, eventuali impianti tecnici) distinguendo le acque nere, le acque grigie e le eventuali acque speciali che richiedano pretrattamento (oli, grassi, acque da garage).

La valutazione quantitativa del carico idraulico e inquinante deve essere esplicitata mediante i calcoli che portano ai valori medi giornalieri, ai carichi di punta istantanei e ai carichi organici espressi in BOD5, COD, solidi sospesi totali e, ove rilevante, azoto e fosforo. È utile motivare la scelta dei valori unitari adottati (litri per abitante/giorno, grammi BOD5 per abitante/giorno) richiamando la normativa o la letteratura tecnica di riferimento; a corredo vanno presentati i coefficienti di variabilità giornaliera e i fattori di punta idraulica adottati per il dimensionamento delle condotte, degli eventuali volumi di laminazione e dei sistemi di sollevamento. I calcoli idraulici devono riportare le ipotesi, le formule utilizzate e i risultati intermedi: portate medie e di punta, diametri e pendenze delle tubazioni, velocità di esercizio, numero e posizione dei pozzetti d’ispezione, profili planimetrici e sezioni longitudinali con quote degli invasi e della quota degli eventuali collettori pubblici ai quali si intende collegarsi.

La relazione deve poi descrivere in modo tecnico la soluzione impiantistica proposta. Se lo scarico è diretto in pubblica fognatura, vanno indicate le caratteristiche del punto di allaccio, la capacità della rete ricevente (se nota), gli interventi di adattamento necessari e le modalità di connessione, compresi i dettagli costruttivi di pozzetti, sifoni antirisalita, valvole di non ritorno e dispositivi di sicurezza per reflui in caso di ritorni dalla rete pubblica. Se la soluzione prevede sistemi di trattamento in sito, la relazione deve descrivere il processo scelto (es. fosse biologiche, impianti a biomassa, impianti a fanghi attivi a servizio di piccola utenza, sistemi a fitodepurazione, disperzione nel terreno), i criteri di dimensionamento adottati, la sezione dei principali elementi (vasche, filtri, drenaggi), i materiali costruttivi, le previsioni relative a trattamento dei fanghi e smaltimento dei residui, nonché le verifiche di idoneità rispetto ai limiti di legge previsti per lo scarico. Devono essere inoltre riportati i criteri per la gestione stagionale e per i periodi di non utilizzo, le procedure di avvio, i protocolli di controllo qualità delle prestazioni e le azioni correttive previste in caso di superamento dei limiti.

Dal punto di vista ambientale la relazione deve includere una caratterizzazione del ricettore: tipo di corso d’acqua, corpo idrico superficiale o falda sotterranea, stato chimico e quantitativo conosciuto, eventuali vincoli ambientali o distretti sensibili. Se il collegamento è su corpo idrico superficiale va documentata la verifica del punto di immissione con modellazioni semplificate del ricircolo e della diluizione, oppure misurazioni in situ se disponibili, per dimostrare il rispetto delle concentrazioni ammissibili. Quando lo scarico interessa dispersione nel terreno occorrono prove di permeabilità e caratterizzazione del suolo e della falda, sezioni geotecniche, profondità della falda, e la verifica di distanze minime rispetto a pozzi potabili o a strutture sotterranee. In ogni caso vanno richiamati i parametri analitici da considerare e i limiti di emissione applicabili: oltre ai parametri comuni quali pH, BOD5, COD e solidi sospesi, è opportuno prevedere analisi per azoto e specie ammoniacali, fosforo, oli e grassi, eventuali micropollutanti o patogeni in relazione all’uso previsto e ai vincoli locali.

Dal punto di vista operativo la relazione deve descrivere le opere civili e gli elementi impiantistici con sufficiente dettaglio da permettere la costruzione: planimetrie quotate, sezioni longitudinali delle tubazioni, dettagli costruttivi di pozzetti, vasche, griglie e dispositivi di separazione; specifiche dei materiali (tipo di tubazione, guaine, giunti), modalità di posa, sigillature e prove di tenuta; indicazione dei dispositivi di campionamento e dei punti di controllo da predisporre, con relative quote. Se è prevista una stazione di sollevamento vanno riportati calcoli delle perdite di carico, curva caratteristica di pompe, potenza elettrica richiesta, skids di controllo, strumentazione di livello, sistemi di allarme e ridondanza prevista per garantire il servizio.

La parte gestionale e di conformità normativa deve esplicitare il piano di monitoraggio e controllo: frequenza e parametri analitici delle rilevazioni, modalità e accreditamento dei laboratori, gestione dei risultati, soglie di allerta e interventi correttivi. Occorre allegare o richiamare la normativa di riferimento applicabile al caso concreto (nazionale e regionale), esempio tipico è il riferimento al D.Lgs. 152/2006 per gli aspetti di qualità delle acque e scarichi, nonché alle norme tecniche UNI e alle disposizioni locali dell’autorità idrica; eventuali autorizzazioni pregresse o pareri devono essere riportati. Il documento dovrebbe altresì comprendere il piano di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, indicare i ruoli e le responsabilità del gestore, i tempi e le modalità di esecuzione degli interventi manutentivi e la procedure per la tenuta del registro di controllo delle attività.

Non vanno trascurati né gli aspetti di sicurezza né quelli economici: la relazione tecnica è completata da una valutazione del rischio ambientale e sanitario, dalle misure di mitigazione proposte (es. barriere odorigene, coperture, sistemi di contenimento in caso di perdite), dalle prescrizioni per il corretto smaltimento dei fanghi e da un preventivo sommario dei costi di realizzazione e gestione, accompagnato da una cronoprogrammazione delle fasi progettuali, esecutive e di avviamento. Devono essere allegati i documenti tecnici che supportano le scelte progettuali: relazioni geologiche e idrogeologiche quando rilevanti, esiti di prove in sito, certificazioni dei materiali e dei componenti principali, elaborati grafici in scala, calcoli numerici e simulazioni idrauliche o di qualità delle acque se effettuate, nonché il manuale operativo e le procedure di commissioning per la messa in funzione.

Infine la relazione dovrebbe terminare con una sezione di sintesi in cui si riepilogano le conclusioni tecnico‑ambientali e si avanzeranno le richieste di autorizzazione specifiche all’ente competente, accompagnando la richiesta con tutti gli elaborati obbligatori per la pratica amministrativa e indicando eventuali vincoli residui e misure compensative proposte per garantire la compatibilità dell’intervento con l’ambiente e la salute pubblica.

Fac simile relazione tecnica scarico acque reflue domestiche​

RELazione tecnica per lo scarico di acque reflue domestiche

1. Intestazione
– Comune: ___________
– Provincia: ___________
– Indirizzo dell’immobile/utenza: ___________
– Proprietario/Committente: ___________
– Codice fiscale/P.IVA proprietario: ___________
– Progettista/Redattore della relazione: ___________
– Iscrizione ordine/Albo: ___________
– Recapiti progettista (telefono/e-mail): ___________
– Numero pratica/protocollo: ___________
– Data redazione: ___________

2. Oggetto della relazione
– Oggetto: Valutazione tecnica per lo scarico di acque reflue domestiche relativo a: ___________

3. Normativa di riferimento
– Normativa nazionale e regionale applicabile: ___________
– Autorizzazioni/Nulla osta previsti/ottenuti: ___________

4. Descrizione dell’insediamento
– Tipologia insediamento (abitazione unifamiliare/condominio/altro): ___________
– Numero abitanti/abitanti equivalenti (AE): ___________
– Numero bagni/wc: ___________
– Superficie utile abitabile: ___________ m2
– Consumo idrico medio stimato: ___________ L/ab/d
– Portata media giornaliera prevista (Qm): ___________ m3/d
– Portata di punta/ora di massimo carico (Qp): ___________ m3/h

5. Tipologia e destinazione dello scarico
– Tipologia reflui (nere, grigie, miste): ___________
– Destinazione dello scarico (fognatura pubblica/corso d’acqua superficiale/terreno, ecc.): ___________
– Indirizzo/punto di recapito o allaccio: ___________
– Coordinate geografiche del punto di scarico: ___________
– Distanze minime da pozzi, corsi d’acqua e recettori sensibili: ___________

6. Caratterizzazione dei reflui (dati di progetto o analisi)
– BOD5 medio previsto: ___________ mg/L
– COD medio previsto: ___________ mg/L
– Sospensioni (SS) medio previste: ___________ mg/L
– Azoto totale (Ntot) previsto: ___________ mg/L
– Fosforo totale (Ptot) previsto: ___________ mg/L
– Altri parametri rilevanti (specificare): ___________

7. Descrizione della rete interna e dei punti di raccolta
– Schema della rete interna (materiali, diametri, pendenze): ___________
– Numero e ubicazione pozzetti di raccolta/ispezione: ___________
– Eventuali sistemi di separazione oli/grassI/domande particolari: ___________

8. Trattamento previsto / Sistemi di pretrattamento
– Presenza di fossa settica/vasca Imhoff: (si/no) ___________
– Tipologia impianto di trattamento previsto (es. sistema a fanghi attivi, fitodepurazione, lagunaggio, impianto prefabbricato, dispersione): ___________
– Dimensionamento impianto/tratto depurativo: ___________
– Volume vasche/aree di filtrazione: ___________
– Tempo di ritenzione idraulica previsto: ___________ h
– Dotazioni accessorie (disinfezione, filtrazione, ispessimento, ecc.): ___________

9. Verifica tecnica e dimensionamento
– Criteri di dimensionamento adottati (normativa di riferimento e parametri): ___________
– Calcoli principali (Qm, Qp, carichi inquinanti kg/d, volumi necessari): ___________
– Verifica capacità recapito/recettore: ___________
– Eventuali limiti allo scarico imposti dal gestore locale: ___________

10. Valutazione idrogeologica e ambientale (se applicabile)
– Distanza dalla falda freatica: ___________
– Caratteristiche del suolo/porosità/permeabilità: ___________
– Presenza di vincoli ambientali o aree protette: ___________
– Valutazione potenziale impatto sul recettore: ___________

11. Misure di mitigazione e manutenzione
– Misure proposte per ridurre carichi inquinanti: ___________
– Piano di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto/rete: ___________
– Frequenza dei controlli e delle analisi: ___________
– Responsabile della manutenzione: ___________

12. Conformità e prescrizioni
– Conformità alle disposizioni normative e locali (si/no): ___________
– Prescrizioni richieste dall’autorità/gestore per l’allaccio o lo scarico: ___________

13. Documentazione allegata
– Planimetria dell’area con indicazione punto di scarico e allaccio: ___________
– Schema impianto e dettagli costruttivi: ___________
– Relazione geologica/idrologica: ___________
– Analisi chimico-fisiche dei reflui (se disponibili): ___________
– Foto accertative dell’utenza e del punto di scarico: ___________
– Dichiarazioni/atti amministrativi: ___________

14. Conclusioni e proposta
– Sintesi valutazione tecnica: ___________
– Soluzione proposta per lo scarico (allaccio/trattamento/recapito): ___________
– Eventuali opere necessarie (elenco e descrizione sintetica): ___________
– Tempistiche previste per realizzazione: ___________

15. Dichiarazione del progettista
– Il sottoscritto progettista dichiara che le informazioni contenute nella presente relazione sono veritiere e rispondono alle norme tecniche e di legge vigenti: Nome e cognome: ___________
– Numero iscrizione albo e firma: ___________
– Data: ___________

16. Visti, approvazioni e timbri (ufficio competente/gestore fognatura/autorità)
– Visto e approvazione del Comune/Gestore: ___________
– Rilascio autorizzazione/atto n.: ___________
– Data rilascio: ___________

Elenco allegati (specificare file/documenti con relativo riferimento):
– Allegato 1: ___________
– Allegato 2: ___________
– Allegato 3: ___________